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Vecchio 16.09.07, 09:38
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Alan Greenspan (repubblicano): la guerra in Iraq e' per il petrolio.
http://www.timesonline.co.uk/tol/new...cle2461214.ece

Ecco, pian piano viene fuori cio' che si e' sempre saputo e che e' stato riconosciuto di recente dallo stesso ministro della difesa australiano, pure lui conservatore.

Non e' dunque una questione di destra/sinistra , repubblicani/democratici, tories/labour ma di contatto con la realta'.

Del resto sarebbe da stupidi pensare che gli USA abbiano agito disinteressatamente e , non essendo certo la democrazia o la liberta' al vertice delle preoccupazioni di Bush, che, anzi, ha legiferato per restringere gli spazi di liberta' nel suo stesso Paese,..(altrimenti ben altra sarebbe stata la sollecitudine nei confronti dei popoli oppressi e la legilsazione interna agli stessi USA)...occorre prendere serenamente atto che i determinanti della guerra all'Iraq non erano ne' esportazione della democrazia ne' lotta al terrorismo (OBL infatti non e' mai stato in IRAQ)..
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Vecchio 16.09.07, 16:20
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ma infatti, qualcuno ha detto che greenspan e' un democrat?
non risulta. Anzi, l'ho messo nel titolo che e' repubblicano.
quindi, come vede, chi non ha capito e' lei, signora Annone e io comprendo che tenda ad occultare quei repubblicani che non si sono fatti infinocchiare da Bush, rivelando la cosa piu' ovvia di questo mondo ma questo non cambia il senso del discorso anche perche' comunque Greenspan mai si era espresso in questi termini prima di oggi.
Altri del resto , lungi dal nascondersi dietro le montagne della propaganda e della disinformazione bushana, lo dicono esplicitamente e onestamente:
si, e' una guerra per il petrolio e del resto come funziona la tua auto?? e allora? da qualche parte bisognera' pur prenderlo ed evitare che in futuro lo prendano altri, no?
Questi sono sicuramente piu' apprezzabili per onesta' intellettuale di quei parolai che coprono la guerra con inesistenti motivazioni ideali.
Suvvia, nessuno e' nato ieri.
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Vecchio 16.09.07, 17:11
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Per la Storia: se necessario gli Stati Uniti useranno la forza militare per difendere i propri interessi nazionali nella regione del Golfo Persico. Si chiama Dottrina Carter che il medesimo democraticissimo Presidente (con interessi nel campo delle noccioline...) proclamò il 23 gennaio 1980 durante l'annuale discorso sullo Stato dell'Unione:

Let our position be absolutely clear: An attempt by any outside force to gain control of the Persian Gulf region will be regarded as an assault on the vital interests of the United States of America, and such an assault will be repelled by any means necessary, including military force.

Se vi interessa il discorso completo:

http://www.jimmycarterlibrary.org/do.../su80jec.phtml

Carter aveva in mente di stoppare i sovietici che con l'invasione dell'Afghanistan (che c'erano andati a fare? Al Qaeda non esisteva ancora...) si erano avvicinati pericolosamente al M.O. La Dottrina venne poi integrata con il Corollario di Reagan (che aveva interessi nel cinema...) che nell'ottobre del 1981 proclamò che gli Stati Uniti sarebbero intervenuti nella regione se l'Arabia Saudita fosse stata minacciata. Il messaggio era per l'Iran e l'Iraq e quindi il corollario poneva l'accento anche alla stabilità interna della regione.

L'unica guerra combattuta per il petrolio vi ricordo che fu opera di Saddam Hussein quando nel 1990 invase il Kuwait e minacciò della stessa sorte l'Arabia Saudita. Andò male per lui allora e finì ancora peggio un decennio dopo. Oggi l'estrazione e la distribuzione del petrolio è di nuovo in mano agli iracheni (non alla famiglia Saddam, Oil for Food remember? vagonate di dollari sporchi per Kofi Annan, ad esempio...) che operano con l'ausilio di aziende di mezzo mondo... incluso i cinesi. Nel periodo gennaio-agosto 2007 nelle casse del governo iracheno sono entrati più di 20 miliardi dollari con l'export di petrolio e non è un caso che i terroristi finanziati dall'Iran compiano circa 20 attentati al mese contro le infrastrutture petrolifere irachene.

Lungi dall'essere una verità rivelata, quella di Greenspan è un'uscita curiosa e sorprendente. Vediamo dove vuole andare a parare, probabilmente in nulla, solo vendere qualche milione di copie del suo libro...
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Vecchio 16.09.07, 17:30
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e finalmente ci siamo: Gli USA sono andati li' per difendere i loro interessi o credendo di farlo.
non per esportare la democrazia, non per le ADM, non per contrastare il terrorismo.
Costava cosi' tanto dirlo?
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Vecchio 16.09.07, 17:48
matt sherman matt sherman non è in linea
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No, non ci siamo caro Origene e lei fa il solito giochetto di imbrogliare le carte. Se lei presta attenzione si renderà conto che ciò che le viene versato nelle orecchie ha un solo significato: insegnarle un pò di Storia...

... se poi lei si compiace nel credere che gli USA oggi sono in Iraq per via del petrolio, buon pro le faccia; peccato che si disse la stessa cosa anche nel 1991...

... comunque, guardi, la voglio fare contento senza ipocrisie e senza giri di parole: prima o poi il petrolio, noi italiani, dovremo andare a prendercelo o incaricare qualcuno di fare il lavoro sporco. Sennò non le rimane altro che comperarsi un'automobilina a pedali.
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Vecchio 16.09.07, 18:06
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non sono io a dirlo, e' Greenspan e prima di lui Brendan Nelson, ministro della difesa australiano (alleato di Bush)..
e comunque vedo che alla fine lei, con la sua ultima frase, dimostra di essere d'accordo con Greenspan.
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Vecchio 16.09.07, 18:34
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Citazione:
Originariamente scritto da origene
e comunque vedo che alla fine lei, con la sua ultima frase, dimostra di essere d'accordo con Greenspan.
E dàlli, ancora con il vizietto di attribuire concetti che non mi appartengono: lei è come D'Alema, o c'è o ci fa...

Io invero non sono d'accordo con Greenspan di cui lei oggi si scopre ammiratore. Io la sto invitando alla cautela proprio perchè lei un domani sarà tra i primi in piazza ad urlare perchè di petrolio non ce ne vogliono più dare... chiedendo al governo di turno di fare qualcosa, qualsiasi cosa.

E scommetto che di fronte a tanta ipocrisia non diventerà rosso neanche un pò. E' questione di avere pazienza e io ne ho tanta. Mi siedo e aspetto.
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