Tre giorni fa (9/09/2009) il Presidente Napolitano ha ancora una volta avallato pubblicamente la balla (diffusa dall'ONU) che "nel mondo una donna su cinque è oggetto di violenza". Basterebbe rifletterci sopra per pochi istanti per capire subito quanto la cosa sia al di fuori della realtà ma il lavaggio del cervello effettuato negli ultimi quarant'anni dai media ha reso possibile anche questa cosa, per la contentezza dei sostenitori dell'ideologia "gender" e degli pseudo intellettuali "progressisti" de "La Repubblica" e di RAI3. Oltre, naturalmente, di Zapatero e di Umberto Veronesi! In aprile ho compiuto trent'anni vissuti all'estero (in tutti i continenti) e neanche nel periodo precedente lo scoppio della rivoluzione somala ho assistito agli stupri di massa e agli episodi di violenza sulle donne che, stando ai dati diffusi continuamente da giornali e televisione dovrebbero invece essere cosa normalissima, anche nelle nostre contrade. In pratica, uscendo per fare una passeggiata, ogni cinque donne incontrate per strada, secondo i nostri eneffabili politici ed "intellettuali" ultrafemministi, una dovrebbe essere alle prese con uno stupratore in piena azione! Diciamo la verità: fa comodo racimolare milioni di euro (specie in vista delle finanziarie) per sostenere questa vergognosa menzogna e continuare col pestaggio mediatico antimaschile allo scopo di sostenere l'ideologia e far affermare il "gender". Lo scopo è ormai palese ma il "politicamente corretto" impedisce di capirlo chiaramente: pseudointellettuali appartenenti in maggioranza alla cultura dominante di sinistra continuano con il pestaggio antimaschile e con l'esaltazione grottesca di ogni aspetto legato al genere femminile (denigrando l'altro genere, ormai ritenuto "inadeguato") ma non si accorgono, dall'alto delle loro supponenza rasentante l'imbecillità totale, di essere strumento di gruppi di potere annidiati presso le grandi agenzie internazionali (ONU, EU) con mire ben precise. Tutta la prosopopea femminista che vuole la donna il "genere più" è nata negli anni '50, quando un gruppo di volponi travestiti da filantropi (vedi Rochefeller e la sua fondazione e le altre dinastie che da sole detengono la maggioranza del potere e delle ricchezze del pianeta che governano attraverso lobbies potentissime) hanno scoperto che nei supermarkets era la donna a sostare e spendere di più. Da qui la spinta a far affermare l'empowerment della donna stessa. Perchè "affrancata dalla famiglia e da quell'impedimento naturale rappresentato dalla maternità" e dall'uomo che la opprime" (vedi Engel), diventi indipendente dall'uomo stesso, rappresentato come antagonista e, lavorando di più, spenda pure di più. Perchè, non potendo avere, nonostante le balle del femminismo radicale, il rendimento sul lavoro degli uomini, inisca con l'abbassare le pretese salariali di questi. Inoltre, per disporre del doppio di individui da cui riscuotere le tasse! Anche la diffusione truffaldina della bugia sulle violenze che le donne, eterne vittime di tutto e di tutti subirebbero ad ogni ora del giorno e della notte (in Occidente, le cifre sulla violenza di tutti i tipi, come rilevato bene da Eupe, cantano che siamo ai minimi storici degli ultimi secoli) viene diffusa allo stesso scopo: in questo caso indurre gli uomini a ritenersi effettivamente colpevoli nei riguardi dell'altro genere e impedire che reagiscano mentre viene a tutto spiano creata una società di eunuchi mentali incapaci ormai di ragionare con il proprio cervello (altrimenti a una affermazione come quella sul numero delle donne che subiscono violenza reagirebbero da persone consapevoli di essere prese per i fondelli). Così, con la creazione delle "uome" e dei "donni", diretta conseguenza dell'andazzo delle società occidentali, si crea l'individuo androgino tanto caro a Veronesi e all'ideologia sinistrese sessantottina ma anche, soprattutto, ai rappresentanti "illuminati" del capitalismo selvaggio alla conquista del mondo: si crea il perfetto consumatore della società del consumismo senza limiti, sempre più debole, svirilizzato e incapace di reagire alle lusinghe di una pubblicità sempre più efficace e martellante, anche per far acquistare cose le più inutili!
|